Considerazioni sul narcisismo

Considerazioni sul narcisismo

IL NARCISISMO

Ultimamente mi è capitato spesso di incontrare questo “fenomeno” con i miei pazienti e nella mia vita personale. Ho deciso di buttare giù delle considerazioni con lo scopo di fermarle e condividerle, magari può tornare utile a me o a qualcuno che leggesse. Sono considerazioni mie personali, non verità scientifiche, solo spunti, suggestioni senza nessuna pretesa. Le si può condividere o no, va benissimo in ogni caso.

La prima considerazione nasce da un gruppo che ho fatto con l’equipe di uno dei negozi Contesta Rock Hair, con cui lavoro su base mensile. La domanda che nasceva rispetto ai rapporti tra quelli che lavorano nel negozio era questa: siete disposti a non prendere le cose sul personale per poter crescere?

Mi spiego meglio. Se io prendo tutto sul personale, qualunque appunto o critica mi causerà un dolore intollerabile. Nel linguaggio comune credo che possiamo associare questo alla permalosità. Chi è il permaloso (un po’ tutti lo siamo, chi più chi meno)? Uno/a che “se la prende”, che “non sa scherzare”, che “si prende troppo sul serio”. Da qui parto nelle mie riflessioni. Quante persone conosco, incluso me stesso, che di fronte ad una critica reagiscono con curiosità e non mettendosi sulla difensiva? Non ne conosco. Il punto è che il narcisismo ha a che vedere con l’essere e non con quello che faccio. La critica quindi va a finire sul mio essere. L’immagine che ho avuto è che l’essere è come una sfera come questa qua sotto. Se metto una goccia (=la critica) sulla sfera, questa va dappertutto, mi permea (= dolore intollerabile).


Credo che questo sia un male dei nostri giorni, perché stare sull’essere apparentemente non costa nulla. Non bisogna prendere il tempo di imparare a fare qualcosa, non bisogna cercare l’umiltà che serve per imparare. E’ tutto e subito, apparentemente. Dico apparentemente perché il prezzo che si paga è altissimo, è quello del non crescere, del non arricchirsi dell’Altro, del rimanere nelle proprie posizioni sicure ben trincerati. Se poi non funziona è un macello, ma si vedrà.


Questo lo possiamo vedere tutti i giorni nella vita di coppia, dove è molto facile dire tu, tu, tu. Ad esempio uno dei due torna a casa ed è nervoso ed arrabbiato, e i due litigano. E’ impossibile guardare l’altro e dire, vedo che sei arrabbiato, in difficoltà, ecc…cosa ti è successo oggi? Subito è facile attaccare per difendersi. L’altro smette di esistere ed esisto solo io. L’evoluzione ultima della coppia secondo me è proprio questa, non difendersi subito, ma guardare l’altro con curiosità, e non è facile.
Un altro ambito in cui mi sono accorto della prevalenza del narcisismo è lo sport agonistico, nello specifico il motociclismo. Un pilota cade e si blocca, non riesce più ad andare per qualche ora, per un giorno, per il week end di gara. Che succede? C’è un investimento esclusivo sulla prestazione, io sono la mia prestazione. Se sono la mia prestazione, nel momento in cui non eccello, divento una merda, totale. E si ritorna alla sfera, la goccia diventa permeante, onnicomprensiva. Cosa possiamo fare di fronte a un dolore così? L’altra immagine che mi è venuta è questa:se sono un poliedro, allora la goccia è confinata a una faccia soltanto, non a tutto me stesso, il dolore non è più così intollerabile proprio perché limitato. Qui arriviamo ad un altro punto fondamentale: l’esclusività dell’investimento narcisistico. Ovvero, se io metto il 100% in una parte di me e mi arrivano segnali che non va bene, sono io a non andare bene, nella mia totalità. Per questo è importante differenziare, proprio come un investitore è bene che investa in azioni di compagnie diverse, anche noi dobbiamo cercare di diversificare le nostre fonti di nutrimento narcisistico.

L’ultimo esempio che voglio proporre è quello dell’amore e dell’innamoramento. L’innamoramento, permettetemi il termine, è narcisistico, fettone di prosciutto sugli occhi, va tutto bene. Ha un senso etologico, per la sopravvivenza della specie, e poi è piacevole. Poi arriva il momento, dopo qualche tempo, in cui l’innamoramento si evolve, nell’amore. L’amore è scelta quotidiana, non è qualcosa che mi accade, e molte persone che conosco, passata la fase scoppiettante dell’innamoramento, mollano. Un fenomeno che io ho chiamato del tuttobello, per cui o è tutto bello, o non mi piace. Ancora una volta è una questione di narcisismo, perché mi investo solo nel tutto bello e non voglio accettare i lati b. In sostanza non sto dicendo probabilmente niente di nuovo, si tratta di yin e yang, di luce e buio, di maschile e femminile, ecc…cioè in tutto c’è un po’ dell’altro, ma nel narcisismo questa non è una prospettiva possibile. Posso continuare a fare altri esempi ma sarebbe solo un esercizio teso ad alimentare il mio narcisismo (per l’appunto!), per cui mi fermo qua.

Chiedendo a Paolo Quattrini, direttore dell’Istituto Gestalt Firenze, il suo parere su questa cosa, è arrivato a dirmi che la monogamia è una questione di narcisismo (non so dire le parole ma il sapore per me era questo), in quanto investimento su un unica persona. Mi viene da riflettere che forse è vero, ma non mi sento ancora pronto per accettarlo.