WHAT DID I STORE AWAY, AND WHERE

WHAT DID I STORE AWAY, AND WHERE

How did you get fat?

Not a poor eating habit, or a lack of physical exercise provoked your additional kilograms. What made you fat is…

We experience and express with unconscious impulses fear, feeling of abandonment, lak of love, self-diminishing, vulnerability, and we act it with poor and unhealthy eating habits…fat is the physical outcome of your need to put a distance between you and other, it has been a rampart to protect you, a barrier that you have created…it will go away when the inner child who inhabit your adult body, who has grown throughout fat to be recognised and protected by the adult, will finally realize that fear belong to the past and that he is finally safe…

What this piece is about is fat. I am particularly grateful to the colleague who wrote it (I couldn’t find the name), because is as personal as an issue can get: body fat

I am a gourmand, of life, food, relationships, everything. This corresponds with an intensity of mine, of my being a load, and always have been considered as such.

At one point in my life, I couldn’t stand any more to look at myself in the mirror, I had a big barrier between me and the world. I did a diet and lost 24 kg in 4 months, it ended with stones in my kidneys. I begun to run, running became running and swimming, and after that running, swimming, cycling.

Today I feel reasonably slim, the phantom of overweight will never leave me, and sport became a soul necessity:

I am writing about this because I came to realize, very late, that it was about an actual armor. A layer that had its own purpose and meaning. It was there to better put up with beatings and to put others to a distance that felt right.

A lot of anaesthesia, a real load. AS I probably already wrote in other articles, we are all, in various shapes and shades, anaesthetised. Cigarettes, Alcohol, legal cannabis, food.

Anaesthesia serves the purpose of not feeling, to be as far as possible from our centre (and balance).

To find one’s own centre is not a chimera, or an exotic creature that belongs to another dimension, centre is ours, or it can be ours if we are brave enough to strive for it. To be centred

 

. Essere centrati vuol dire avere voglia di sentire tutta la gamma delle emozioni, di accorgerci di quello che sentiamo e quindi quello che vogliamo.

Il pezzo sopra sul grasso e sul proprio bambino interiore parla anche di un’altra cosa molto importante: la dissociazione. Se abbiamo avuto quel bisogno di quella barriera, ha sicuramente un senso. Dobbiamo pensare che una parte di noi ha custodito un dolore, un trauma, per permetterci di andare avanti, di funzionare.

Il grasso funziona come un liquido congelante, un qualcosa che ferma nel tempo una parte di noi.

Questo io credo voglia dire il pezzo sopra quando dice che il bambino interiore vive ancora nel corpo dell’adulto. I nostri bambini interiori, o parti, non se ne andranno mai. Ed é bene che sia cosi, perché le nostre parti hanno svolto dei compiti importantissimi legati alla sopravvivenza, eliminarli sarebbe come andare a giro senza un braccio.

Una parte importante del lavoro su di sé é proprio l’integrazione delle parti. Lo scoprire a cosa ci sono servite, il realizzare che quel tempo è passato. E questo non vuol dire annullarle. Un modo anche per dimagrire consapevolmente, accogliendo ed onorando quello che il grasso ha fatto per me.

essità dell’anima.

Ne scrivo perché credo realmente, e l’ho capito molto tardi, che si trattasse di una vera e propria corazza, di uno strato che aveva un suo senso, per incassare i colpi e per mettere l’altro lontano il giusto.

Tanta anestesia, proprio tanta. Come probabilmente ho scritto in altri articoli, siamo tutti più o meno, e più o meno in modi diversi, anestetizzati. Sigarette, alcool, cannabis legale e non, cibo.

L’anestesia ci serve a non sentire, a stare lontani dalla nostra centratura.

La centratura non é una creatura esotica che appartiene ad un altra dimensione, la centratura é nostra, o meglio lo può essere se abbiamo il coraggio di cercarla. Essere centrati vuol dire avere voglia di sentire tutta la gamma delle emozioni, di accorgerci di quello che sentiamo e quindi quello che vogliamo.

Il pezzo sopra sul grasso e sul proprio bambino interiore parla anche di un’altra cosa molto importante: la dissociazione. Se abbiamo avuto quel bisogno di quella barriera, ha sicuramente un senso. Dobbiamo pensare che una parte di noi ha custodito un dolore, un trauma, per permetterci di andare avanti, di funzionare.

Il grasso funziona come un liquido congelante, un qualcosa che ferma nel tempo una parte di noi.

Questo io credo voglia dire il pezzo sopra quando dice che il bambino interiore vive ancora nel corpo dell’adulto. I nostri bambini interiori, o parti, non se ne andranno mai. Ed é bene che sia cosi, perché le nostre parti hanno svolto dei compiti importantissimi legati alla sopravvivenza, eliminarli sarebbe come andare a giro senza un braccio.

Una parte importante del lavoro su di sé é proprio l’integrazione delle parti. Lo scoprire a cosa ci sono servite, il realizzare che quel tempo è passato. E questo non vuol dire annullarle. Un modo anche per dimagrire consapevolmente, accogliendo ed onorando quello che il grasso ha fatto per me.

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